Brainstorm on Politics and Economics of the EU

 

(to the blogactiv editor: no need to include the post in the homepage this time)

Ho vissuto per sette anni all’estero, ma mi sento ancora un sestese. Sesto, dove sono cresciuto, è ora nel bel mezzo della più appassionata campagna elettorale che io ricordi. Ho seguito da quassù, a più di 900 km di distanza, la disfatta della giunta Biagiotti e la formazione delle coalizioni che ora si stanno scontrando per il controllo della città. Non posso votare ma sento il bisogno di condividere con voi qualche pensiero su queste elezioni e sul futuro di Sesto. Alla fine vi darò un suggerimento su chi votare.

Sesto in numeri

Iniziamo a definire la prospettiva. Sesto Fiorentino è parte dell’area metropolitana fiorentina, con una popolazione residente di 48.975 abitanti a fine 2014. Di questi, il 44.6% ha più di 51 anni e la città ha un indice di vecchiaia superiore alla media italiana (fonte: ISTAT). Nel 2013, i sestesi hanno pagato 159 milioni di euro di IRPEF. Il 21.5% dei contribuenti ha un reddito inferiore ai 10mila euro e di questi, ben 140 sestesi hanno un reddito pari a zero o negativo (fonte: sito del Comune). Con un tasso di partecipazione al mercato del lavoro del 53.1% e un tasso di disoccupazione del 6,9% nel 2011 (non ho trovato dati ISTAT più recenti), Sesto ha una condizione lavorativa leggermente migliore della media italiana. Sesto è sempre stata una città di lavoratori dipendenti ed ha una forte tradizione manufatturiera. Negli ultimi venti anni c’è stata una forte trasformazione della città, con una transizione economica verso il settore dei servizi e una sempre maggiore presenza di immigrati di origine straniera. Nella tabella qui sotto trovate qualche dato per capire quanto l’economia sestese sia ancora sbilanciata verso il manufatturiero. La percentuale di occupati nell’industria rispetto al totale degli occupati è decisamente più alta della media Toscana, e più del doppio della Lombardia. La popolazione residente straniera è passata da 2.267 nel 2005 a 4.615 nel 2014, cioè il 9,4% della popolazione residente. Nel 2000 la percentuale era solo il 2,5%. La politica sestese si è adattata a questi profondi cambiamenti?

% Occupati Attività manifatturiere Servizi
2001 2011 2001 2011
Sesto Fiorentino 38,23 30,18 55,15 64,08
Firenze 30,70 24,87 59,44 65,70
Toscana 32,33 25,38 55,91 62,87
Lombardia 14,74 10,87 71,57 75,59

 

 

Fonte: ISTAT (i servizi non includono l’erogazione di energia e acqua)

 

Energie sprecate

Purtroppo da anni ormai la politica sestese è infognata nella difesa di posizioni riguardo all’aeroporto e all’inceneritore (o termovalorizzatore, come alcuni lo chiamano). Due distrazioni che da più di dieci anni sprecano energie preziose. Inceneritore e aeroporto sono per Sesto quello che è a livello europeo la crisi del debito greco: fonte inesauribile di riunioni e discussioni, sarà pure importante ma alla lunga diventa una situazione avvitata su sé stessa. Il problema aeroporto è abbastanza recente ed è normale che se ne parli ancora, ma l’inceneritore? Nel 2002 iniziai ad impegnarmi nel Comitato sestese No Inceneritori ma non ero il primo: il tema era discusso dagli anni ’90. Il mio impegno durò qualche anno e culminò con la grande manifestazione del 1 ottobre 2005, alla quale parteciparono migliaia di persone (curiosi? trovate le foto qua). I comitati furono purtroppo sconfitti e i governi locali andarono avanti con il progetto. Ora siamo nel 2016. Sono passati dieci anni e trovo grottesco che i sestesi siano ancora a parlare di inceneritore. Alcuni li riconosco, erano lì a manifestare nel 2005 e non vogliono abbandonare la battaglia. Ma gli altri? Dove eravate?

Non fraintendetemi, non è perchè non vivo più a Sesto che ritenga sia meglio non scegliere come votare sulla base dell’intransigenza del candidato su inceneritore e aeroporto. Destino è che ora sia circondato da inceneritori (tedeschi). Il fatto è che, per il bene di Sesto, ci sono tematiche altrettanto importanti che devono essere al centro della politica sestese nei prossimi anni.

Fare di Sesto una città intelligente

Il traffico e altre fonti di inquinamento locale, come i sistemi di riscaldamento di case e imprese, sono pericolosi per la salute e per il clima. Nonostante gli annunci, le amministrazioni non sono riuscite in passato a costruire un sistema di piste ciclabili decente. Per una mappa completa visitate pisteciclabili.it. Sono stati realizzati pezzetti di piste, per far bella figura ma non per aiutare i ciclisti. Anni fa ho sentito dire da politici locali che le piste ciclabili a Sesto non si possono fare, perchè la città sarebbe “tutta in salita”. Non solo l’affermazione è falsa, ma chi pensa una cosa del genere non ha nemmeno notato che la maggior parte dei ciclisti a Sesto NON sono giovani. È la pendenza un problema così grave? Non voglio fare la solita romanzina di chi ha vissuto nel nord Europa, mi limito solo a dire che la condizione attuale delle piste ciclabili a Sesto è abbastanza penosa. È urgente inoltre creare una via di collegamento con Firenze per chi voglia usare la bici (le promesse al riguardo ci sono, vogliamo i fatti).

Nonostante le abbia menzionate, se un candidato basa la propria politica ambientale solo sulle piste ciclabili, scartatelo. Le amministrazioni comunali possono fare molto sui temi ambientali, ma serve un approccio moderno. Per chi mastica un pò di inglese, dia un’occhiata al sito del Covenant of Mayors, una rete europea di città che promuove politiche per la sostenibilità ambientale. Rifiuti, traffico, acqua ed efficienza energetica: sono tanti i fronti di intervento e le politiche più efficaci sono quelle basate su un approccio globale. Nel dicembre 2014 il Comune di Sesto ha aderito al Patto dei Sindaci, che prevede la riduzione delle emissioni di CO2 del 20% nel 2020 e l’aumento del 20% sia del livello di efficienza energetica che della quota di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile. Questa iniziativa, promossa anche dal Covenant of Mayors, non deve rimanere al livello delle buone intenzioni. Al momento non mi risulta che il Comune abbia completato un piano d’azione, forse a causa del commissariamento (il 2020 è tra 4 anni, cosa aspettano??). La giunta Renzi lo fece già a Firenze nel 2011. La prossima amministrazione sestese deve essere all’altezza di mettere a punto un piano efficace per la riduzione dell’impatto ambientale della città.

Nel caso abbiate dato un’occhiata al link del Comune di Firenze, avrete trovato menzione del concetto di Smart Cities, cioè Città Intelligenti. L’idea è che le amministrazioni pubbliche facciano pieno uso delle nuove tecnologie per rendere il governo della città più efficace e così migliorare la qualità della vita dei cittadini. Informazione è potere. Il monitoraggio della qualità dell’aria con le stazioni per il rilevamento di inquinanti è una applicazione ante litteram di questa strategia. Avere aggiornamenti continui sulla qualità dell’aria permette alle amministrazioni di prendere provvedimenti rapidi, come il blocco del traffico, per rispettare i limiti e salvaguardare la salute dei cittadini. Anche città di medie-piccole dimensioni come Sesto possono e devono adottare questo nuovo approccio, con vantaggi su molti fronti, come il traffico, l’impatto ambientale, la sicurezza e la fornitura di servizi ai cittadini, inclusi quelli scolastici. Qualcosa a Sesto è stato già fatto in passato ma la strada è ancora lunga. Le buone intenzioni però non bastano. Una amministrazione che voglia intraprendere seriamente questa strada dovrà investire in personale qualificato e in un sostanziale cambio di mentalità all’interno dell’organizzazione comunale. Non c’è bisogno di avere un sindaco del calibro di Michael Bloomberg, che rivoluzionò New York con il big data, per una simile impresa. C’è solo bisogno di un sindaco dotato di determinazione e che abbia una mentalità aperta verso le nuove tecnologie. Per approfondimenti, date un’occhiata a questo sito gestito dall’ANCI.

Lo sviluppo economico

Ho il timore che quella “mentalità aperta” vada di pari passo con una visione moderna dell’economia. Quelli che pensano che i servizi non creino ricchezza e occupazione, con tanta nostalgia per l’era industriale, devono essere tenuti lontani dal governo della città. Andatelo a dire in California che i servizi non creano valore. L’amministrazione di Sesto Fiorentino non può influenzare molto i cambiamenti strutturali in atto ormai da tempo (come mostrano i dati nella tabella qui sopra), il suo ruolo è quello di traghettare la città nell’inevitabile processo di deindustrializzazione. I lavoratori delle aziende in difficoltà devono avere il sostegno dell’amministrazione, ma ritengo dannoso un sindaco che passa più tempo a difendere aziende-zombie (non mi riferisco alla Ginori) che a creare nuove opportunità di occupazione. Quante crisi aziendali sono andate avanti per anni e alla fine i lavoratori hanno comunque perso il lavoro? Il ruolo del Comune è quello di aiutare i lavoratori licenziati a costruirsi nuove professionalità e trovare un nuovo impiego, non quello di rianimare le aziende in coma (dite queste cose a Sesto è tabù!). Le priorità sono campagne per il potenziamento dei centri per l’impiego, i corsi di formazione e il mantenimento di un buon livello di servizi sociali alle persone in difficoltà economiche. Non tutte queste attività sono in mano al Comune, ma molto può esser fatto. Invece promettere di difendere i posti di lavoro è, a mio avviso, aria fritta.

L’integrazione

Infine, il tema dell’immigrazione. I dati ci dicono che quasi il 10% dei residenti a Sesto Fiorentino sono stranieri. Chi scrive è un immigrato italiano all’estero e sono convinto che gli immigrati siano una risorsa. Ho provato sulla mia pelle quanto sia importante il processo di integrazione in una società diversa da quella di origine, soprattutto in presenza di barriere linguistiche. Sono sempre stato orgoglioso della città di Sesto Fiorentino perchè è sempre stata promotrice della tolleranza ed in prima linea contro il razzismo. I buoni principi si sono tradotti in fatti. Secondo un gruppo di indicatori prodotti dall’ ISTAT, al 2011 il livello di integrazione a Sesto Fiorentino era nel complesso migliore rispetto alla Toscana e all’Italia (Tabella sotto). Ma non illudiamoci, Sesto integra meglio della media italiana, un pessimo riferimento se confrontato ad altri paesi industrializzati. Ad esempio, la percentuale di coppie miste è ancora bassa rispetto al resto d’Europa.

CONFRONTI TERRITORIALI AL 2011 (ISTAT)
Indicatore Sesto Fiorentino Toscana Italia
Incidenza di residenti stranieri 76,7 87,6 67,8
Incidenza di minori stranieri 23,6 22,4 23,4
Incidenza di coppie miste 2,4 3,0 2,4
Tasso di occupazione straniera 64,6 59,6 58,9
Rapporto occupazione italiana/straniera 74,7 79,1 74,9
Rapporto disoccupazione italiana/straniera 52,9 56,9 80,4
Indice di mobilità residenziale straniera 19,1 17,3 16,0
Indice di frequenza scolastica straniera 47,6 38,2 39,5
Rapporto frequenza scolastica italiana/straniera 89,0 99,9 112,9
Rapporto lavoro indipendente italiano/straniero 94,1 142,9 159,2

______

La prossima amministrazione ha la responsabilità di accelerare il processo di integrazione di questa parte della popolazione. Ne va del rischio di sperperare una risorsa e trasformarla nel lungo periodo in un problema.

Chi votare?

Ho cercato di spiegare quali sono secondo me gli ingredienti che fanno un buon programma elettorale per il futuro di Sesto Fiorentino. A voi lo scrutinio dei programmi esistenti. Non posso però concludere l’articolo senza parlare di un candidato sindaco in particolare: Lorenzo Falchi. Ho avuto il piacere di fare attività politica con Lorenzo e sono convinto che abbia tutte le qualità necessarie per essere un buon sindaco. È una persona determinata, ha forti ideali ma è allo stesso tempo pragmatico, conosce bene la città e la politica nella provincia di Firenze. Per di più è anche giovane!

È sempre stato contrario all’aeroporto e all’inceneritore ma, diversamente da altri, non è uno di quelli affetto dalla sindrome NIMBY e contrario a qualsiasi cosa. Quelli che si oppongono a tutto a volte c’azzeccano anche, come in questo caso (magico effetto della legge dei grandi numeri), ma non affiderei loro un comune da governare.

Mi auguro che partiti di destra come il Movimento 5 Stelle e Forza Italia non vincano le elezioni. Devo ammettere però che lo spirito del programma della coalizione a sostegno di Lorenzo Falchi non è completamente in linea con ciò che ho scritto nell’articolo. Il programma vero però dipenderà, in caso di vittoria, da chi sarà eletto in consiglio comunale. A voi la scelta dei consiglieri, ma nel caso vi servisse un suggerimento: Silvia Bicchi di Per Sesto e Caterina Longo di Sinistra Italiana.

Ho finito con gli endorsement. Buona campagna elettorale a tutti!

Tweet about this on TwitterShare on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn0
Author :
Print

Leave a Reply